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Per augurare a tutti Buon Natale oggi vi trascrivo un brano tratto da un altro libro di Philippe Delerm che racconta i piccoli piaceri della vita dal punto di vista dei bambini. In questo brano si parla dell’odore del Natale che, viene detto, e’ un miscuglio di tanti odori.
L’olfatto e’ il senso che riesce ad andare più in fondo nella memoria e forse per questo, se cerco di ricostruire il mio miscuglio di odori di Natale mi vengono in mente solo i Natali di quando ero piccola.
Ecco l’insieme degli odori che raccontano il mio Natale: l’odore dei bignè appena sfornati la mattina di Natale da mia madre per il pranzo e le visite pomeridiane ai parenti, l’odore della resina dell’albero di Natale di pino vero, l’odore del muschio vero del presepe, l’odore della carta dei regali sotto l’albero, l’odore del sugo preparato dalle zie per il pranzo di Natale in famiglia, l’odore dello zucchero del pandoro e dello spumante, l’odore delle carte da gioco, l’odore delle clementine e della frutta secca, l’odore del freddo della Chiesa piena di fedeli con il vestito nuovo, l’odore delle lenzuola fredde e pulite della vigilia di Natale.


CHE BELLO CHE BELLO … sapere di Natale

Natale! Le luci, i regali, la famiglia riunita, un venticello lieve – anche quando il tempo e’ troppo mite e’ come se avessimo la neve in testa, come se ci trovassimo in una di quelle sfere di vetro che si scuotono per far nevicare. A Natale ci si sente un po’ migliori e si cammina lungo le vie illuminate, sotto i festoni, dicendoci che per una volta sarebbe bello se ci fosse la neve vera.
Ma Natale e’ anche un odore. Gli odori sono importanti. La marmellata di prugne, per esempio, odora di giardino della nonna. Ma esistono altri odori molto più difficili da definire. Il Natale, naturalmente, sa un po’ di abete. Quando l’albero si trova in casa da parecchi giorni e i suoi aghi cominciano a staccarsi lo si sente molto forte, come quelle piccole pastiglie per la gola – e a di il vero e’ un odore triste, perché indica già la fine delle feste natalizie. A volte il Natale sa anche di profumo. Spesso gli adulti si scambiano dei profumi come dono, e ciò alimenta l’impressione di qualcosa di molto biondo, di molto dolce che si mescola al rosso della carta da regalo – sembra perfino che i giocattoli natalizi prendano a loro volta questo odore. […].
Evidentemente l’odore del Natale e’ un miscuglio. E tuttavia esiste un odore che già da solo fa pensare al Natale: quello delle clementine. Quando mangiamo le prime, verso la fine dell’autunno, non ci pensiamo. Ma se entriamo in una stanza dove qualcuno le ha appena mangiate ce ne rendiamo conto all’improvviso, e ci diciamo: “Che buffo, c’e’ odore di Natale!”.
Forse e’ per via del loro sapore, oppure del colore che hanno – quell’arancio luminoso che fa pensare alla festa. E poi, la clementina non e’ un frutto che si dimentica subito dopo averlo mangiato. […].
Ma e’ la clementina che sa di Natale, o e’ il Natale che sa di clementina?

Tratto da “Che bello che bello, parlare sotto le stelle e altre impercettibili gioie” di Philippe Delerm, Salani, 2002

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