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Oggi ho voluto preparare un dolce tratto dal primo libro di cucina che ho comprato “Il libro di cucina di Joanne Harris”, l’autrice di “Chocolat”. La prima volta che preparo una ricetta nuova seguo sempre alla lettera il procedimento, un po’ per verificare che si tratti di una ricetta vera e non soltanto ‘raccontata’ e un po’ perché penso che, in terra straniera bisogna sempre rispettare le regole altrui, solo in un secondo tempo, se lo credo necessario, faccio delle modifiche.
Il procedimento e’ abbastanza complesso a partire dalla padella, bisogna utilizzare infatti una di quelle padelle che vanno anche in forno (io pero’ ho usato una teglia per dolci in acciaio, senza manico e per questo forse un po’ scomoda), bisogna poi fare un caramello al burro facendo attenzione a non far bruciare lo zucchero (come si puo’ vedere dalla foto questa parte mi e’ sfuggita un po’ di mano), bisogna far cuocere un po’ le mele nel caramello (senza toccarle e girarle e cercando di trattenere la preoccupazione da “Oddio! Si brucia tutto!”) e poi si deve sistemare sopra alle mele calde l’impasto che si e’ preparato prima, infine va in forno (a due temperature pero’: prima a 200 C e poi a 160 C) e una volta pronta bisogna subito scaravoltarla calda per evitare, secondo me, che il caramello si raffreddi e si attacchi alla padella… un lavorone insomma pero’… che buona che e’ venuta!
Appena ho aperto il forno sono stata avvolta da un calore di mele aromatiche e caramello un po’ affumicato, le mele (che tagliate solo in quattro mi sembravano davvero troppo grosse e compatte per riuscire a cuocersi bene) sono diventate come una soffice mousse perfettamente amalgamata con la consistenza sabbiosa della base…davvero notevole.
Un dessert perfetto per questo sabato ancora forzato in casa per la neve.

Ingredienti
Per la pasta:
150 g farina
100 g burro
25 g zucchero
2 tuorli d’uovo

Per le mele:
100 g zucchero
40 g burro
5 mele renette pulite e tagliate in 4 (a me per una teglia da 25 cm ne sono bastate solo 3 e mezzo)

Per la pasta: lavorare con la punta delle dita la farina e il burro, tagliato a fiocchetti, fino ad ottenere delle grosse briciole; unire quindi lo zucchero; aggiungere i tuorli d’uovo e lavorare l’impasto di taglio con un coltello dalla punta arrotondata fino a raccogliere una palla. Lavorare la pasta fino a renderla omogenea; avvolgere la pasta in un panno e farla riposare in frigo per 30 minuti.

Per le mele: mettere una padella per rosolare resistente al calore del forno su fuoco medio, poi sciogliere il burro e lo zucchero fino a ottenere uno sciroppo.
Scaldare il forno a 200 C.
Sistemare i quarti di mela nella padella e cuocere per 15 minuti, così da dare il colore dorato alle mele e permettere allo zucchero di caramellarsi.
Spianare la pasta su una superficie leggermente infarinata, fino a formare una fodera un poco più grande della padella per rosolare. Togliere la padella dal fuoco e stendere rapidamente la pasta sopra le mele, facendo rientrare i bordi così da sigillare bene la padella.

Sistemare nel forno e cuocere per 20 minuti, poi ridurre il calore a 160 C e proseguire la cottura per altri 20 minuti.
Togliere dal forno e con un coltello staccare delicatamente il bordo della torta. Posare un piatto resistente al calore al contrario sopra la padella e girare rapidamente la pentola e il piatto, in modo che la torta scivoli sul piatto. Sollevare la padella e scoprire le mele dorate (ehm!…a me erano caramellate) nella loro salsa sciropposa.

Questo il commento (per me molto confortante) di Joanne Harris a questo dolce:

Tarte Tatin

“I dolci caldi sono una rarita’ in Francia, e questa celebre torta e’ uno dei migliori. Mi piace soprattutto quando e’ leggermente bruciata e il caramello emana un aroma un po’ affumicato e la pasta assume una consistenza collosa e croccante allo stesso tempo. E’ più che buona con il gelato alla vaniglia”.
Tratto da “Il libro di cucina di Joanne Harris”, Garzanti, 2003.

Con questa ricetta partecipo al contest “The Foodbook – il libro è servito” di Polvere di Peperoncino in collaborazione con Bibliotheca Culinaria“, con la speranza di vincere, ovviamente, il libro sulle torte.