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Non c’e’ niente di piu’ ricco della frutta secca; se ne fanno sempre raccolti molti abbondanti ma, a differenza degli altri, questi frutti non esigono di essere consumati subito bensi’ di accompagnare i nostri inverni con il loro sapore pastoso e pieno.
La nocciola e’ il frutto che da sempre preferisco di piu’ mangiare (cinque, secondo mio padre, sono la quantita’ giusta) ma, visto che spesso ne compro un po’ troppe, ogni tanto cerco di utilizzarle per fare dei dolci.
Quelle che ho utilizzato qui le ho comprate un po’ di tempo fa su una bancarella del mercato contadino, non erano troppo grandi e quindi la fase dello snocciolamento e’ stata un po’ lunga ma comprarle mi fa sempre una grande allegria per cui, anche questa volta, non mi sono trattenuta.
Per la frolla alle nocciole ho usato la ricetta di Sal De Risio per la torta Giffonese e il risultato e’ davvero degno di lui.
La tostatura, lo ammetto, non mi e’ venuta proprio bene e l’effetto visivo e’ senz’altro molto rustico ma il sapore di nocciole e’ molto intenso.

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Ingredienti
1 uovo
1 albume
240 g burro
400 g farina
110 g zucchero a velo
100 g nocciole tostate + 50 g zucchero a velo (farina di nocciole)
Vaniglia in polvere Bourbon
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di sale

Nutella
Nocciole

Nella planetaria amalgamare il burro con lo zucchero a velo, aggiungere la farina di nocciole (ho tritato le nocciole con lo zucchero a velo nel mixer), in seguito aggiungere l’uovo e l’albume, 1/4 di cucchiaino di vaniglia, il lievito per dolci, il sale e la farina.
Quando l’impasto e’ omogeneo avvolgerlo con la carta velina e farlo riposare in frigo per almeno 5-6 ore. Stendere e rivestire dei pirottini con l’impasto (io ho usato dei pirottini in silicone triangolari), infornare a 180 C per 10 – 15 mn. Una volta raffreddati riempirli con un strato di nutella e decorare con tre nocciole tostate.

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Ah! Allora, lo vedo, la regina Mab è venuta a trovarti. Essa è la levatrice delle fate […]. Il suo cocchio è un guscio di nocciola, lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. In questo arnese essa galoppa da una notte all’altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognan d’amore
tratto da “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, atto primo, scena quarta

Con questa ricetta partecipo al food contest Piccole dolci delizie

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