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Com’e’ che abbiamo smesso di preparare marmellate?
E soprattutto, insieme a questo, di che cos’altro ci stiamo privando?
Non mi riferisco soltanto al sapore delle conserve fatte in casa ma, all’insieme di tutte quelle azioni e significati legati a questa attivita’ d’altri tempi.
La nostra cultura di origine contadina era caratterizzata sempre dalla presenza di un frutteto (a seconda della vocazione del territorio) e da un terreno da coltivare; si conservava la frutta, che arrivava tutta insieme a maturazione, per non sprecare quello che tanto lavoro aveva prodotto; si conservava per avere ogni inverno gli ingredienti necessari per i dolci dei giorni di festa; si conservava, per sentirsi piu’ sicuri di fronte all’incognita del futuro.

Oggi un pensiero di questo tipo forse potrebbe essere assimilato al periodo di crisi economica che stiamo vivendo e quindi ad un sentimento di disfatta, mentre invece secondo me e’ piu’ vicino ad un atteggiamento di reazione; e’ infatti, proprio quando si e’ in difficolta’, che bisogna riconsiderare quello che si ha, perche’ (ne sono convinta) sono sempre le difficolta’ che portano alle soluzioni.

Oggi non abbiamo bisogno di preparare marmellate, abbiamo a disposizione e buttiamo cosi’ tanto cibo da non riuscire a dare un senso a questa cosa e inoltre, molto spesso avere un frutteto e un orto, e’ piu’ un simbolo di ricchezza che di bisogno ma (ognuno con le proprie motivazioi) dovrebbe tornare a farlo, se non altro per ricordarsi di non sprecare quello che si ha (o che siamo) e per il dovere di continuare a pensare, progettare e provvedere al proprio futuro.

Con la marmellata di arance per me inizia la stagione delle conserve, arriva sempre a fine inverno con le ultime arance e si protrae fino ad ottobre con i marroni. Le preparo per scandire il passaggio delle stagioni e con la convinzione che dentro le mie sfere dolci ci sara’ sempre un futuro di abbondanza (se non altro di dolci colazioni ;-)!).

Ingredienti
1 kg di arance navel non trattate
750 g zucchero
1 limone
1 l di acqua
200 ml di brandy

Tagliare la buccia delle arance con un coltello affilato, eliminare la parte bianca e tagliare le bucce a julienne. Mettere le bucce a bagno con l’acqua, il succo di limone filtrato e il brandy nella casseruola dove si fara’ cuocere la marmellata e lasciare riposare per 24 ore. Trascorso questo tempo mescolare il tutto e far cuocere lentamente per 30 minuti, passato questo tempo aggiungere lo zucchero e fare bollire per altri 30 mn (se la volete piu’ densa fatela cuocere fino ad ottenere la consistenza desiderata).
Spegnere il fuoco, versare la marmellata nei vasi sterilizzati e asciutti, chiudere ermeticamente, fare raffreddare i vasi e poi procedere con la pastorizzazione (coprire i vasi con due cm di acqua, portare ad ebolizione e far sterilizzare per almeno 10 mn, lasciare raffreddare i vasi nell’acqua e poi conservarli in luogo fresco e asciutto).

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Con questa ricetta partecipo al contest Le ricette della carestia del blog I pasticci di luna, per la categoria Ricetta moderna e/o rivisitata.

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E al contest Le quattro stagioni per la categoria inverno del blog Dolciarmonie

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