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Dietro alla decisione di aprire un blog ci possono essere le motivazioni e le aspettive piu’ svariate; l’attesa piu’ naturale dopo aver espresso pubblicamente la propria opinione o un proprio pensiero e’ senz’altro ascoltare il punto di vista altrui ma questo, soprattutto quando non si conosce la persona che scrive, non e’ detto che accada automaticamente.
Questo blog e’ nato per me e, in origine, in assoluto silenzio anche rispetto ai miei amici.
Creato per assecondare e vivere appieno una mia passione, con il passare del tempo, sta diventando un luogo in cui chiarirmi le idee e trovare nuovi stimoli.
La blogsfera e’ una dimesione a volte misteriosa: decine di commenti di lettori (sconosciuti all’autore) pieni di complimenti gia’ dal primo post; blog attivi da tre mesi con decine di migliaia di visualizzazioni; gruppetti di food blogger rivali e, di conseguenza, gruppetti di food blogger che si sostengono a vicenda; i blog ipermercato per il numero davvero invidiabile di collaborazioni esposte; food blogger che non interagiscono con i loro lettori o che usano strumenti che servono a filtrare la partecipazione; il mistero sull’effettiva utilita’ dei portali aggregatori; il commento di scambio; idee scopiazzate e tanto altro ancora.
Caratterizzata a volte da dinamiche antropologiche che vanno dal bullismo di commenti (che cercano di denigrare la food blogger di turno) insinuanti che la ricetta sia sbagliata ad atteggiamenti quasi di venerazione (in stile ‘teniamoci buona la piu’ popolare della scuola’) fino ad arrivare alla piu’ classica e piu’ matura dinamica in stile “Eva contro Eva” (il piu’ istruttivo film, ahime’, sul rapporto tra donne).
In questo contesto, che sto imparando a conoscere lentamente, e che a volte mi mette a disagio, Linda e’ stata la prima lettrice che raccontandomi la sua opinione riguardo ad una mia ricetta e idea, per me e’ diventata la prima sostenitrice di questa mia impresa e la lettrice con cui spero sempre di chiacchierare dopo aver scritto un nuovo post. Appassionata di cucina e bravissima cake designer (davvero belle le torte di cui mi hai mandato le foto) in una delle nostre blog chiacchierate mi ha chiesto una buona ricetta delle raviole bolognesi.
Se fino ad allora non avevo mai pensato di preparare questo tipo di dolcetto, da quel momento e’ stato inevitabile per me cercare questa ricetta per lei.
Si tratta di una frolla semplice e friabile che, a differenza del tipico ripieno a base di mostarda, ho voluto riempire con una marmellata di marroni e cognac preparata lo scorso inverno.

Ingredienti
400 g farina
150 g burro
150 g zucchero
2 uova
Buccia grattugiata di 1 limone
Un pizzico di sale

Marmellata di marroni e cognac (oppure mostarda bolognese)

Impastare la farina con il burro a pezzetti, lo zucchero, le uova, il limone e il sale.
Far riposare l’impasto in un foglio di carta velina per 30 mn in frigo. Stendere l’impasto in un spessore di 1/2 cm, ricavare con un coppapasta la base delle raviole, mettere al centro una punta soltanto di marmellata (perche’ altrimenti chiudendo l’impasto il ripieno fuoriesce).
Infornare a 180 C per circa 20 mn o fino a quando i bordi non si scuriscono.

Spero davvero che ti piacciano Linda!

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Con questa ricetta partecip al contest Finger Food del blog Mary in cucina

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