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Piu’ conosciuto per aver descritto e raccontato, con effetti a volte di crudo sarcasmo, “le buone cose di pessimo gusto” che popolavano le case di tante famiglie degli inizi del novecento, Guido Gozzano e’ sempre stato uno dei miei poeti preferiti.
Poeta crespuscolare, a volte malinconico e intimista, Gozzano era un giovane uomo che, nonostante la malattia, in tante delle sue poesie raccontava il suo desiderio di vivere ed essere felice.
Scritta nella confetteria Baratti di Torino, Le golose e’ una delle sue poesie che amo di piu’ perche’ meglio descrive questo aspetto della sua vita e della sua produzione creativa.
Attraverso le sue poesie mi sono innamorata di Torino e pensando alle “signore e signorine” che “ritornano bambine” ho preparato questi tartufi.

Le golose (Guido Gozzano)

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m’è concesso –
o legge inopportuna! –
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Torino, confetteria Baratti

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Nonostante i semplici ingredienti di base, il cardamomo armonizza il tutto in una nota fresca, piena e netta.
Il cioccolato bianco potrebbe essere tranquillamente sostituito con quello al latte mentre, per un effetto piu’ dark, si potrebbe utilizzare il cioccolato fondente con l’aggiunta di un po’ di zucchero.

Ingredienti
250 g cioccolato bianco
250 g biscotti al cioccolato
100 g farina di cocco
250 ml panna fresca
2 capsule di cardamomo

Cacao amaro

Tritare finemente i biscotti nel mixer. Aprire le capsule di cardamomo, versare la polpa in un mortaio fino a ridurla in polvere. Tritare grossolanamente il cioccolato; scaldare la panna in una casseruola a fuoco dolce e aggiungere il cioccolato tritato. Mescolare fino a far sciogliere completamente il cioccolato. Togliere dal fuoco e aggiungere i biscotti ridotti in polvere, mescolando energicamente, aggiungere la farina di cocco e il cardamomo in polvere.
Amalgamare tutti gli ingredienti e far raffreddare prima di mettere il composto in frigorifero per almeno una mezzora abbondante. Quando il composto sarà rassodato, prelevare con un cucchiaio delle piccole porzioni di impasto e formare con le mani delle palline. Rotolare delicatamente le palline nel cacao amaro, metterle nei pirottini di carta e poi riporle in un contenitore.
Conservare in frigorifero ed estrarre i tartufi al cioccolato una decina di minuti prima di consumarli.

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Cone questa ricetta partecipo al contest Le maghe delle spezie del blog L’emporio 21

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